domenica 8 settembre 2013

APPELLO ALLA PREGHIERA PER LA PACE

APPELLO ALLA PREGHIERA PER LA PACE DI SUA BEATITUDINE IL PATRIARCA ORTODOSSO DANIEL DELLA ROMANIA

Per la festa della Natività della Madre di Dio (8 settembre 2013), Sua Beatitudine il Patriarca Daniel si rivolge ai vescovi, sacerdoti, monaci, monache e fedeli del Patriarcato Romeno, il seguente appello alla preghiera per la pace:

APPELLO ALLA PREGHIERA PER LA PACE

Poiché in questi tempi la pace è sempre più minacciata, rivolgiamo un appello alla preghiera per la pace, per domenica 8 settembre 2013, alla festa della Natività della Madre di Dio, la sostenitrice di coloro che si trovano nei bisogni e nelle angosce, nonché "la gioia e la pace del mondo".

Perciò, esortiamo tutti vescovi, sacerdoti, monaci monache e fedeli, dal Patriarcato Romeno, ad incrementare le preghiere per la pace.

Tutti gli uomini abbiamo il dovere morale di pregare e di lavorare per la pace, secondo l'impulso del nostro Salvatore Gesù Cristo, Che dice: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio!" (Matteo 5,9).

Usufruiamo di questo tempo della festa della Madre di Dio, per aumentare la preghiera per la pace in tutto il mondo, soprattutto per la pace in Siria, in Egitto e nelle altre zone del Medio Oriente, dove tanti cristiani sono vittime della persecuzione e della violenza. Preghiamo che la pace sia la luce della vita per tutti gli uomini, di qualunque religione o cultura.

Perciò, alla Santa Liturgia, dopo la lettura del Vangelo, verso la fine della tripla litania, verranno lette dal Libro liturgico: "le preghiere per l'ampiezza dell'amore e lo sradicamento dell'odio e di tutta la malizia".

† DANIEL
Patriarca della Chiesa Ortodossa Romena

NON GIUDICARE

Presso il Monte Athos, tempo fa, c'era un monaco che viveva a Karyes; beveva tutti i giorni ed era continuamente ubriaco, e la sua ubriachezza era causa di scandalo per i pellegrini. Un giorno morì e alcuni fedeli, visibilmente sollevati, andarono da Padre Paisio e gli annunciarono, con grande gioia, che questo problema enorme era finalmente risolto. Padre Paisio rispose loro che aveva saputo della morte del monaco, perché aveva visto un intero battaglione di angeli che erano scesi per ricevere la sua anima; i pellegrini si stupirono, alcuni protestarono e altri tentarono di spiegare al padre di chi parlavano esattamente, pensando che non avesse compreso bene di quale monaco stessero parlando. Padre Paisio disse loro: "Il monaco in questione è nato in Asia Minore, poco prima della Grande Distruzione, quando i Turchi riunivano e rapivano tutti i ragazzi maschi: per non farlo prendere i suoi genitori lo portavano sempre con loro nei campi e lo nascondevano, e inoltre, per non farlo piangere, mettevano nel latte un po' di grappa, per farlo dormire; per questo motivo quando crebbe diventò un alcolista. Anni dopo, dissuaso da diversi medici dal fare una famiglia, visto il suo stato, decise di diventare monaco e per questo motivo venne sul Monte Athos. Lì trovò un anziano padre e gli confessò che era un alcolizzato: il padre gli raccomandò di fare prostrazioni e di pregare tutte le notti, e di chiedere alla Vergine Maria di aiutarlo a ridurre ogni anno di uno i bicchieri che beveva. Dopo un anno è riuscito con la lotta spirituale e il pentimento a ridurre i 20 bicchieri che beveva in 19 bicchieri. Il combattimento spirituale continuò in tutti questi anni, riuscendo a ridurre i bicchieri, alla fine, in 2 o 3 al giorno, ma era ancora sempre ubriaco." La gente vide per anni un monaco alcolizzato che scandalizzava i pellegrini, Dio, invece, vide un combattente, un lottatore che aveva compiuto una grande lotta per ridurre la sua passione.ancora più bella è la novella del monaco ubriacone

domenica 1 settembre 2013

Buon inizio anno

OGGI 1 settembre  comincia l'anno ecclesiastico. Ho letto che il primo settembre Dio ha cominciato la creazione e sempre il 1 settembre Cristo ho cominciato la sua attività pubblica. Per noi ortodossi è il primo giorno dell'anno.Ringraziamo per tutto quello che il Signore ci ha donato.


MESSAGGIO PER L'INIZIO DEL NUOVO ANNO ECCLESIASTICO

MESSAGGIO PER L'INIZIO DEL NUOVO ANNO ECCLESIASTICO

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo dell'amata da Dio Diocesi Ortodossa Romena d'Italia,

A tutti i monaci e i chierici, insieme ai fedeli cristiani tutti appartenenti alla nostra Diocesi, Grazia, Pace e soccorso da Dio, principio di ogni cosa, e da noi paterna benedizione per l'inizio di questo Nuovo Anno Ecclesiastico.

Se nel popolo si dice che "in autunno si contano i boccioli", sottolineando così la fine del ciclo della vita nel suo corso, per la vita del cristiano, l'inizio del mese di settembre coincide con l'inizio di un nuovo ciclo di feste dell'anno liturgico, che è chiamato anche Nuovo Anno Ecclesiastico: questo si festeggia  con il serizio della Divina Liturgia, alla quale si  aggiunge il ringraziamento per ciò che si è ricevuto nell'anno passato e suppliche per l'anno che inizia.

Per ciò che concerne il ringraziamento, non limitiamoci e non concentriamoci principalmente delle cose materiali, ma pensiamo prima di tutto a tutte le benedizioni e  le grazie interiori, quella Grazia che ad ogni solennità e in ogni giorno donato da Dio ci è stata donata nell'anno ecclesiastico che è passato: ringraziamo per "tutte le cose manifeste e nascoste, visibile e invisibili " ricevute, che il Padre celeste ha versate su di noi, non considerando le nostre infedeltà e le nostre cadute.

E non dimentichiamo di chiedere perdono per tutte le deviazioni dei pensieri e dei sentimenti, in parole ed opere, dalla „natura” che Dio ha posto in noi con la Sua Grazia, nel Battesimo: perdono per noi stessi e per coloro che portiamo nel cuore -includendo anche coloro che ci odiano o ci hanno fatto del male- come per noi stessi. Questo ci apre la strada per avere il coraggio di osare, senza timore, di chiedere a Dio la Sua benedizione e il Suo soccorso,  Grazia e forza (sostegno), per iniziare un nuovo "tempo di salvezza", tempestato dalla preziosiosità delle solennità regali e dalle feste dei santi che quotidianamente si celebrano, per la crescita  e la maturazione interiore, per la sperata e desiderata salvezza.

In questo senso, san Paolo apostolo ci sollecita dicendo: "Guardate dunque con diligenza come vi conducete; non da stolti, ma da savi;  approfittando delle occasioni, perché i tempi sono malvagi (nemici)" (Ef. 5, 15-16). "Tempi", cioé il tempo che abbiamo davanti rappresenta un Dono prezioso di Dio per il quale preghiamo affinché ogni giorno  lo viviamo „perfetto, santo, tranquillo e senza peccato”.  Ancora per "l'altro tempo della nostra vita" preghiamo affinché "nella pace e nel pentimento lo trascorriamo". Attraverso questa preghiera la Chiesa ci insegna a dare SENSO ai giorni, al tempo, alle staggioni, attraverso il quale questi si "santificano" e ci santificano e, sensa questo si perdono  e ci perdiamo.... Intrecciandosi con Dio e con il progetto col quale Lui ci ha chiamati alla vita in questo mondo, il tempo si trasfigura e ci trasfigura. Ma se si lascia penetrare e governare da ogni tipo di attrazioni mondane si deturpa e ci deturpa, rendendo la nostra vita un tormento... 

Vorrei attirare l'attenzione su un versetto del samo 118 che, prima della benedizione di inizio di ogni santa Liturgia, il diacono pronuncia, verso il presidente della concelebrazione, dicendo: "E'tempo che (Tu) agisca Signore " (v. 126). Versetto che non intende sottolineare, così come spesso (sbagliando) si capisce, che  "Noi" siamo al centro dell'attenzione e ciò che "facciamo" Noi è essenziale. Al contrario, l'accento cade sul  "Signore" e per questo è per "Lui" giunto il "tempo di agirere", poiché gli uomini  "hanno violato la Tua legge" – così come dice la seconda parte del versetto 126.  Cioè, Dio è Colui che ha il  "ruolo principale" nella Divina Liturgia e, per estensione, su tutta la nostra vita. Così come, allo stesso modo è confessato dal presbitero alla fine della preghiera che recita per se, mentre il coro canta l'Inno Cherubinico, dicendo: "Tu infatti, o Cristo Dio nostro, sei l'offerente e l'offerto, sei Colui che riceve i doni e che si dona ...". San Giovenni Battista si fa egli stesso esempio in questo senso, quando dice, dopo aver compiuto ciò che riguardava il Battesimo del Signore: "Lui deve crescere ed io diminuire" (Gv 3, 30).

Questo è di fatto il programma di ogni cristiano, che ci mostra la strada corretta e vera: la via dell'umiltà, cioé del "diminuirsi", per fare spazio al Signore, il quale non si impone nella vita e nell'anima nostra, aspettando con pazienza  che lo accogliamo"interiormente". La presenza del Signore nella nostra vita  "quotidiana" rappresenta la "linfa" Vitale e il Senso di essa senza le quali non progrediamo neanche di un passo.  Come lo stesso Signore dice: "Chi non raccoglie con me, disperde" (Mt 12, 30); e "senza di Me non potete fare nulla " (Gv 15, 5).

Come esempio del lavorare insieme a Dio sulla via dell'umiltà, ci è presentato all'inizio dell'Anno Ecclesiale un santo che ha visto il sorgere dei suoi giorni nella nostra patria terra  (intorno al 470 in Dobrogea), ed è morto a Roma, essendo stato segretario di diversi papi (intorno al 545): il Pio Dionigi l'esile (che significa l'umile o l'insignificante). Di lui ci dice il senatore romano Cassiodoro (485 - 580) che ebbe il privilegio di ospitarlo nel suo monastero di Vivarium (a Squillace, in Calabria): "In lui c'era molta semplicità insieme con la sapienza, umiltà insieme alla conoscenza, moderazione insieme al talento della parola, perché reputava se stesso un niente, e l'ultimo dei servi, ed era degno, senza alcun dubbio, della nobile società.  Che interceda per noi, lui che era abituato a pregare insieme a noi, affinché con la sua intercessione possiamo essere aiutati ora con la cui preghiera fummo resi forti quì sulla terra!" (Istituto di Letteratura divine e umane, Libro Primo, cap. XXIII).

E anche noi preghiamo il nostro santo Padre Dionigi l'umile, protettore della nostra Diocesi, insieme ai santi Apostoli Pietro e Paolo ed Andrea, affinche ci siano compagni di viaggio verso il tempo che ci è dinnanzi, affinché possiamo portarlo ad un buon compimento, per la nostra salvezza e per la pace e la salubrità del mondo!


† Vescovo SILUAN

Diocesi Ortodossa Romena d'Italia


Data dalla Residenza Episcopale di Roma, all'inizio dell'anno Ecclesiastico, nella solennità del santo Padre Dionigi, l'Umile, protettore della nostra Diocesi, nell'Anno della Redenzione 2013, primo settembre.

martedì 30 luglio 2013

Quaresima di Santa Maria


L'bbandono dei grassi animali (Lasata secului in lingua romena) per la quaresima di Santa Maria si fa il 31 luglio solitamente, ma nel caso in cui il 31 è mercoledi o venerdi si fa il 30, quindi oggi quest'anno.
Molte volte ascoltiamo che non il digiuno alimentare è importante quanto quello spirituale.Non è così. Ambedue le forme sono importanti. Da tempo i Santi Padri hanno detto di togliere alcuni alimenti per un certo periodo.
 Il fedele deve appropriarsi della Festa della Dormizione della Madre di Dio con tutta la sua natura: corpo e anima. 

Il digiuno della Dormizione della Madre di Dio non è sempre stato di quindici giorni, ma in Antiochia i fedeli digiunavano il 6 agosto nella festa della Trasfigurazione, quelli di Costantinopoli 4 giorni, i Cristiani di Gerusalemme 8 giorni.

Nel 1166 nel sinodo di costantinopoli il digiuno o quaresima è stato uniformato a tutta la Chiesa dal 1 al 15 agosto.

Nella quaresima abbiamo un solo giorno in cui è permesso mangiare pesce, ed è il 6 agosto,giorno della Trasfigurazione.