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giovedì 13 febbraio 2014

Sa nu ne rugam ca fariseul-Non preghiamo come il fariseo



Să nu ne rugăm ca fariseul, fraţilor, ci să ne smerim înaintea lui Dumnezeu ca vameşul, întru pocăinţă  strigând: Dumnezeule, milostiv fii nouă, păcătoşilor!“

(Stihira Triodului, glasul I)

Fratelli, non preghiamo come il fariseo, perché chi si esalta sarà umiliato, (ma) umiliamoci dinanzi a Dio come il pubblicano, invocando con il digiuno: "O Dio, abbi pietà di noi, peccatori".


ICONA DELLA DOMENICA DEL FARISEO E DEL PUBBLICANO




lunedì 29 aprile 2013

Martedi Santo


La parabola delle vergini



OMELIA DI SAN SERAFINO DI SAROV

Nella parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte (Mt. 25, 1-13) quando quest'ultime finiscono l'olio viene detto loro: "Andate a comperarlo al mercato". Tornando esse trovano la porta della camera nuziale chiusa e non possono entrare. Alcuni pensano che la mancanza d'olio delle vergini stolte simbolizzi l'insufficienza di azioni virtuose nel corso della loro vita. Tale interpretazione non è esatta. Quale mancanza d'azioni virtuose potevano avere, visto che vengono chiamate comunque vergini, anche se stolte? La verginità è una grande virtù, uno stato quasi angelico che può sostituire tutte le altre virtù. Io, miserabile, penso che mancasse loro proprio lo Spirito Santo di Dio. Praticando le virtù, queste vergini spiritualmente ignoranti, credevano che la vita cristiana consistesse in tali pratiche. Ci siamo comportate in maniera virtuosa, abbiamo fatto delle opere pie - pensavano loro - senza preoccuparsi se avessero ricevuto o no la Grazia dello Spirito Santo. Su questo genere di vita, basato unicamente sulla pratica delle virtù morali senza alcun esame minuzioso per sapere se esse ci rendono - e in quale quantità - la Grazia dello Spirito di Dio, è stato detto: "Alcune vie che paiono inizialmente buone conducono all'abisso infernale" (Pr 14,12)Parlando di queste vergini, nelle sue Epistole ai Monaci Antonio il Grande dice: "Parecchi tra i monaci e le vergini ignorano completamente la differenza che esiste tra le tre volontà che agiscono dentro l'uomo. La prima è la volontà di Dio, perfetta e salvatrice; la seconda è la nostra volontà umana, che per se stessa non e ne rovinosa né salvatrice; la terza - quella diabolica - è decisamente nefasta. È questa terza nemica volontà che obbliga l'uomo a non praticare assolutamente la virtù o a praticarla per vanità o unicamente per il "bene" e non per Cristo. La nostra seconda volontà ci incita a soddisfare i nostri istinti malvagi o, come quella del nemico, c'insegna a fare il "bene" in nome del bene, senza preoccuparsi della grazia che possiamo acquisire. Quanto alla terza volontà, quella salvatrice di Dio, essa ci insegna a fare il bene unicamente per il fine di acquisire lo Spirito Santo, tesoro eterno ed inestimabile, che non può essere uguagliato con nulla al mondo".È proprio la Grazia dello Spirito Santo simbolizzata dall'olio che mancava alle vergini stolte. Esse sono chiamate "stolte" perché non si preoccupano del frutto indispensabile della virtù cioè la Grazia dello Spirito Santo senza la quale nessuno può essere salvato perché "ogni anima è vivificata dallo Spirito Santo per essere illuminata dal sacro mistero dell'Unità Trinitaria" (Prima Antifona al Vangelo del Mattutino). Lo stesso Spirito Santo viene ad abitare nelle nostre anime e questa presenza dell'Onnipotente in noi, questa coesistenza della sua Unità Trinitaria con il nostro spirito non ci è donata che a condizione di lavorare con tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenere lo Spirito Santo il quale prepara in noi un luogo degno per quest'incontro, secondo l'immutabile parola di Dio: "Io verrò e abiterò in essi. Sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" (Ap 3, 20; Gv 14, 23). È questo l'olio che le vergini sagge avevano nelle loro lampade, olio in grado di bruciare per molto tempo diffondendo una luce forte e chiara per poter permettere l'attesa dello Sposo a mezzanotte ed entrare con lui nella camera nuziale dell'eterna gioia.Quanto alle vergini stolte, vedendo che le loro lampade rischiavano di spegnersi, esse si recarono al mercato ma non poterono tornare prima della chiusura della porta. Il mercato è la nostra vita. La porta della camera nuziale, chiusa per impedire di raggiungere lo Sposo, è la nostra morte umana; le vergini, sia quelle sagge che quelle stolte, sono le anime dei cristiani. L'olio non simbolizza le nostre azioni, ma la Grazia attraverso la quale lo Spirito Santo riempie il nostro essere trasformandoci da corrotti ad incorrotti. Così la Grazia trasforma la morte fisica in vita spirituale, le tenebre in luce, la schiavitù verso le passioni alle quali è incatenato il nostro corpo in tempio di Dio, cioè in camera nuziale dove incontriamo Nostro Signore, Creatore e Salvatore, Sposo delle nostre anime. Grande è la compassione che Dio ha verso la nostra disgrazia. E la nostra disgrazia non è altro che la nostra negligenza verso la sua sollecitudine. Egli dice: "Io sono alla porta e busso..." (Ap 3, 20), intendendo per "porta" la nostra vita presente non ancora conclusa con la morte.

(In lingua rumena alla pagina http://www.doxologia.ro/viata-bisericii/reflectii/sfantul-serafim-de-sarov-pilda-celor-zece-fecioare)

sabato 20 aprile 2013

S. Apostolo Zaccheo

LUCA 19-1,10
Oggi Sabato 20 aprile la Chiesa fa memoria del Santo Apostolo Zaccheo. Tutti noi Cristiani conosciamo questo personaggio del vangelo. Sinceramente non avevo mai visto questa icona,né pensavo che venisse ricordato nel calendario.
Molto interessante, secondo me che quest'anno capiti nel periodo della Quaresima, che per noi Cristiani Ortodossi è un periodo di Penitanza, ossia di Conversione, dal latino(cambiare direzione) o dal greco Metanoia(cambiare la propria mente), che poi è la stessa cosa,perchè se cambi il tuo modo di pensare allora poi per forza cambi il modo di vivere.
E  san Zaccheo quando ha incontrato Cristo ha cambiato completamente esistenza.


giovedì 11 aprile 2013

I colori delle icone




Ho trovato, in un sito per ragazzi,questa spiegazione molto semplice sul significato dei colori nelle icone ortodosse.
Molto interessante perchè il colore nelle icone ortodosse non è mai casuale.



I colori delle Icone





martedì 2 aprile 2013

Domenica dell'Ortodossia

Due domeniche fa è stata la domenica dell'Ortodossia, e all'Episcopato ortodosso rumeno d'Italia c'è stata la processione con le icone.



Quando si parla con una persona non sono importanti i suoi vestiti,la sua acconciatura di capelli,il suo orologio,ecc, e così anche quando stiamo davanti all'icona di Cristo,della Madre di Dio o di un Santo, noi ortodossi non pensiamo all'autore dell'icona, a quello che voleva esprimere,alle scelte cromatiche,ecc...Noi abbiamo davanti a noi il Santo e possiamo comunicare con Lui stesso,possiamo parlagli,possiamo venerarlo.
L'icona e la sua venerazione di basa sull'essenza della nostra fede cristiano ortodossa: l'Incarnazione di Dio.
Proprio perchè Dio non è un concetto,ma l'abbiamo visto come uomo,alcuni l'hanno potuto vedere,toccare,parlarci,allora noi possiamo dipingerlo e adorarlo attraverso un'icona, che in effetti è una Finestra sul Cielo.

lunedì 1 aprile 2013

Preghiera di Sant'Efrem il Siro

Prosegue per noi ortodossi la Grande Quaresima. In questo periodo la Chiesa recita questa preghiera secondo me molto bella che riassume tutta la quaresima e che è una specie di google map della penitenza. Visto che la quaresima è un periodo di Penitenza,conversione dal latino "cambiare direzione" metanoia dal greco cambiare mente.
Cito la versione su Wikipedia:



Preghiera di sant'Efrem [modifica]

La preghiera seguente è recitata dalla chiesa ortodossa ogni giorno della Quaresima, ed è inframezzata da metanie (prostrazioni):
Signore e Sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di ozio, di curiosità, di superbia e di loquacità
si esegue una profonda metania
Concedi invece al tuo servo uno spirito di saggezza, di umiltà, di pazienza e di amore
si esegue una profonda metania
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen
si eseguono 12 piccole metanie, dicendo per ciascuna: O Dio, sii propizio a me peccatore e abbi pietà di me
si esegue una profonda metania
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen




lunedì 5 marzo 2012

Domenica dell'ortodossia

Ieri domenica 4 marzo è stata la domenica dell'ortodossia. L'icona è santa,ma non per il legno o i colori.L'icona è santa per il prototipo rappresentato che la santifica,e per il nome che lo rende presente.Come un uomo è tempio dello Spirito Santo,anche il legno e i colori possono contenere la Grazia.Quando noi ci inchiniamo,o baciamo l'icona,noi baciamo o ci inchiniamo davanti al Santo, o a Dio rappresentato. Ecco perchè l'icona è molto importante,e non è una semplice opera d'arte.Questo è l'insegnamento dei concili ecumenici.Il culto delle icone si basa sull'Incarnazione di Dio.Siccome Dio si è fatto carne noi possiamo rappresentarlo nel suo essere Dio incarnato e possiamo renderli culto attraverso l'icona.L'icona è santa e può trasmettere la santità del rappresentato con un bacio o un saluto ad essa.

mercoledì 3 agosto 2011

15 agosto-Dormizione



Da lunedi 1 agosto è cominciata la quaresima di due settimane in preparazione alla festa della Dormizione della Madre di Dio il 15 agosto, una festa antichissima nata in Oriente nei primi secoli dopo Cristo. In questa Quaresima la Chiesa Ortodossa non ha abbandonato la tradizione apostolica di digiunare,ossia astenersi da alcuni alimenti quali uova,latte e i suoi derivati,carne pesce.

Dopo questo prodigio, gli apostoli trasportarono la lettiga e deposero il suo corpo santo e prezioso in una tomba nuova del Getsemani; e un profumo squisito si diffuse dalla sacra tomba della nostra signora Theotokos.

Per tre giorni si udirono voci di angeli invisibili che glorificavano Cristo, Dio nostro, nato da lei. Dopo il terzo giorno le voci non si udirono più: tutti allora compresero che il puro e prezioso corpo di lei era stato trasportato in paradiso.

[49] Dopo che fu trasportato, vedemmo Elisabetta, madre di san Giovanni Battista, Anna, madre della signora, Abramo, Isacco, Giacobbe e David, che cantavano l’alleluia, e tutti i cori dei santi che veneravano i preziosi resti della madre del Signore: il paradiso, il luogo ove fu trasportato il prezioso e santo corpo di lei, era tutto raggiante di luce incomparabile e tutto pervaso di profumo, v’era pure la melodia di quanti inneggiavano a colui che da lei è nato, una melodia così dolce che solo ai vergini è dato di ascoltare e della quale non si è mai sazi.

[50] Alla vista dell’improvvisa e meravigliosa traslazione del santo suo corpo, noi apostoli glorificammo Dio che ci aveva mostrato i suoi prodigi nell’ascesa della madre del Signore nostro Gesù Cristo.


Ogni sera,ai vespri viene cantata la preghiera paraclis,ossia supplica,una preghiera molto bella che potete ascoltare in questo video o leggerne la traduzione