domenica 1 gennaio 2017

Apolitikion




La tua Natività, o Cristo Dio nostro, fece spuntare nel mondo la luce della verità.
Per essa infatti gli adoratori degli astri vennero ammaestrati da una stella ad adorare Te, sole di giustizia, e a riconoscere Te aurora celeste; o Signore, gloria a Te.

domenica 4 settembre 2016

XI DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE

 XI DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE (Mt 18, 23-35)

 Disse il Signore: ‘Il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fossero venduti lui, la moglie, i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, sii paziente con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò libero e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo si imbatté in uno dei suoi compagni il quale gli doveva cento denari. Lo afferrò e, quasi strozzandolo, diceva: Rendimi quanto mi devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Sii paziente con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non acconsentì, e andò a farlo gettare in prigione, finché non gli avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi se ne rattristarono grandemente e andarono a riferire ogni cosa al loro padrone. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi avevi supplicato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? Preso dall’ira, il padrone lo consegnò agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Proprio così anche il Padre mio celeste tratterà voi, se non perdonerete di cuore ciascuno al proprio fratello’.

lunedì 29 agosto 2016

omelia su Giovanni Battista DI SAN GREGORIO PALAMAS

SU
http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=868:omelie-dei-padr-i-omelie-dei-padri-martirio-del-precursore&catid=262:santi-della-chiesa&lang=it

Potete trovare un'omelia antica e molto bella su San Giovanni Battista, in lingua italiana, utile per gli italiani ortodossi.

Ieri è stato commemorato il Martirio di San Giovanni Battista, mentre domani termina l'anno ecclesiastico per la Chiesa Ortodossa

domenica 31 gennaio 2016

Domenica Zaccheo

Ieri, domenica 31 gennaio 2016 è stato letto l'episodio di Zaccheo. A proposito di questa domenica,padre Alexander Schmemann ha scritto delle parole bellissime, che possono aiutarci a comprendere la quaresima, che per noi ortodossi è ancora lontana.



Molto tempo prima dell’inizio reale della Quaresima, la Chiesa annuncia il suo approssimarsi e ci invita ad entrare nel periodo della preparazione pre-quaresimale. È una caratteristica della tradizione liturgica ortodossa che ogni festa o periodo maggiore, Pasqua, Natale, la Quaresima,... siano annunciati o “preparati” anticipatamente. Perché? Poiché la Chiesa osserva profondamente la psicologia umana. A causa della nostra mancanza di concentrazione e della spaventosa “mondanità” della nostra vita, essa conosce la nostra incapacità di mutarci rapidamente, di passare rapidamente da una condizione spirituale o mentale ad un’altra. Così, ben prima dell’inizio del reale sforzo della Quaresima, la Chiesa richiama la nostra attenzione a considerare la sua serietà e ci invita a meditare sul suo significato. Questo periodo di preparazione comprende cinque domeniche consecutive che precedono la Quaresima, ciascuna caratterizzata da un particolare brano evangelico, dedicato a qualche fondamentale aspetto della penitenza.
            Il primo annuncio della Quaresima si trova nella domenica in cui si legge il brano dell’Evangelo in cui si narra l’episodio di Zaccheo (Luca 19, 1-10). È la storia di un uomo che era troppo piccolo per vedere Gesù, ma che tanto desiderava vederlo che si arrampicò su un albero. Così il tema del suo primo annuncio è il desiderio. Si segue il proprio desiderio. Si può anche dire che l’uomo è desiderio e questa fondamentale verità psicologica è conosciuta dall’Evangelo: “Dove è il vostro tesoro – dice Cristo – lì sarà il vostro cuore”. Un forte desiderio supera le naturali inclinazioni dell’uomo; quando questi desidera appassionatamente qualcosa, compie atti di cui normalmente è incapace. Essendo “piccolo” egli supera e trascende se stesso. L’unico problema è se desideriamo cose giuste, se la potenza del desiderio tende ad un fine retto o se: l’uomo è una “passione inutile”.
            Zaccheo desiderava una cosa giusta: desiderava vedere ed accostarsi a Cristo. Egli è il primo simbolo della penitenza, poiché quest’ultima comincia dalla profonda natura di ogni desiderio: il desiderio di Dio e della sua giustizia, per condurre una vita vera. Zaccheo è “piccolo”, meschino, peccatore e limitato, tuttavia il suo desiderio supera tutti questi difetti. Egli “attira” l’attenzione di Cristo e lo porta nella sua casa. Tale, quindi, è il primo annuncio, il primo invito; è compito nostro desiderare ciò che è più profondo e vero in noi stessi, sentire la sete e la fame dell’Assoluto, che è in noi, sia che noi lo conosciamo o meno, e che, quando da lui ci allontaniamo e volgiamo ad un’altra parte i nostri desideri, ci rende una “passione inutile”. E se desideriamo abbastanza profondamente, con abbastanza forza, Cristo risponderà.
 da A. Schemann, Great Lent, St. Vladimir’s Seminary Press 1974;trad. A. S. in “Messaggero Ortodosso”, Roma 1986 n. 2-3, 7-8.

domenica 10 gennaio 2016

Anno nuovo,nuovi propositi

E' cominciato da pochi giorni il nuovo anno, e penso che pure voi come me avrete fatto dei nuovi propositi.

Io,tra gli altri, vorrei riprendere in mano questo blog sulla Fede Ortodossa, iniziato prima di tutto per me come promemoria delle mie ricerche spirituali, ma poi anche per gli italiani che vorrebbero conoscere meglio l'ortodossia, o anche per chi vuole soddisfare un po' di curiosità.

In Italia abbiamo molte "radici ortodosse", e spero di percorrere insieme a voi questo nuovo anno su sentieri ortodossi.


Se volete contribuire con articoli o traduzioni potete mettere un commento qui sotto.


TROPARIO


Quando Gesù di Nave fece passare il fiume Giordano al popolo e all’arca di Dio, prefigurò il beneficio futuro: poiché il mistico passaggio di entrambi adombra per noi in Spirito l’immagine della nuova creazione e la verace figura della rigenerazione. Cristo è apparso al Giordano per santificare le acque
È il tempo della divina manifestazione: Cristo si è manifestato a noi al fiume Giordano; venite, fedeli, attingiamo l’acqua di remissione per i nostri peccati. Cristo è venuto infatti nella carne per cercare la pecora preda delle belve: dopo averla trovata, l’ha introdotta di nuovo nel paradiso, nel suo amore misericordioso. Cristo si è manifestato al Giordano e ha illuminato il mondo. 

domenica 8 febbraio 2015

Domenica del Figlio dissoluto

Oggi la Chiesa ci offre la parabola del figlio dissoluto,o anche detta del padre misericordioso.
E' la seconda domenica del Triodon, libro sulla Penitenza,che ci accompagnerà tutta la quaresima di Pasqua, detta anche Grande Quaresima.
Il Triodon è un libro bellissimo che si canta ai vespri,al mattutino e durante la liturgia.E' un manuale sprirituale.

Dal Mattutino di oggi:

Aprimi le porte della penitenza, datore di vita, perché prima dell’alba si protende il mio spirito verso il tuo tempio santo, portandoti il tempio del mio corpo tutto coperto di macchie: ma tu, che sei misericordioso, purificami nella tua tenera compassione.








domenica 25 gennaio 2015

Dai Vespri e mattutino di Oggi 26 gennaio.San Senofonte e famiglia

Visto che si parla spesso di famiglia, oggi mi ha colpito questa famiglia santa, che può essere di esempio per le famiglie cristiane. Riporto delle parole del vespro e mattutino dal sito ortodossia.it








Come economo di tutti, ti prendevi cura di tutti gli indigenti, distribuendo le tue ricchezze ai bisognosi, beato padre, accolto nelle schiere dei monaci.


Nutrito dai precetti del Signore, educasti i tuoi figli alla sua scuola nello studio della sua legge, beato padre, acclamando: Tu sei il nostro Dio e non c’è santo all’infuori di te, Signore.



Osservando vigile i precetti del Signore, vivendo concorde con i tuoi figli e la tua sposa, beato Senofonte, con loro ereditasti il regno superno, abbandonando la tempesta delle molte tentazioni; per questo noi fedeli ti acclamiamo e glorifichiamo con affetto dicendo: Beato teoforo, prega Cristo Dio di dare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.



Fuggito ormai il mare della vita, il giusto Senofonte e la venerabile consorte si rallegrano nei cieli, magnificando Cristo con i figli.


Percorso in modo divino un cammino straordinario, tu e la tua consorte, Senofonte, avete dimenticato la natura, apparendo realmente come incorporei sulla terra: si sono perciò aperte per voi le porte celesti e fate coro con gli angeli perché siete stati operai della vigna. A voi dunque mi prostro supplice: supplicate Cristo di donare alla mia anima tanto tenebrosa lo splendore dell’illuminazione, affinché canti la vostra memoria luminosa, di voi che magnificate Cristo con figli.

(Da www.ortodossia.it)

martedì 6 gennaio 2015

troparul botezului domnului-Tropario del Battesimo del Signore









TRADUZIONE DEL TROPARIO


Mentre Tu eri battezzato nel Giordano, o Signore, si rendeva manifesta l’adorazione della Trinità; la voce infatti del Genitore ti rendeva testimonianza chiamandoti Figlio diletto e lo Spirito sotto forma di colomba confermava la parola infallibile. O Cristo Dio, che ti sei manifestato a noi ed hai illuminato il mondo, gloria a Te.





Oggi 6 gennaio c'è grande gioia nella chiesa perché si fa memoria del battesimo del Signore, nel Giordano, detta anche teofania,perché  attraverso di esso si è manifestata la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Quest'anno nuovo , il 2015, inizia quindi con grande gioia.

La gioia perché Dio si è manifestato a noi,non si è nascosto .



Oggi la chiesa ortodossa ci propone un rito bellissimo,quello della santificazione delle acque,subito dopo la Divina Liturgia, in cui si invoca lo Spirito Santo di scendere e santificare l'acqua che per otto giorni si potrà bere la mattina a stomaco vuoto, per purificarsi,santificarsi,per curare le proprie malattie fisiche e spirituali.






domenica 7 dicembre 2014

Oggi S.AMBROGIO

Padre santo, Ambrogio beatissimo, apparso tra i
padri teofori del sinodo, proclami con chiarezza un
unico Figlio in due nature, fatto carne, a noi apparso
dall’ignara di nozze, consustanziale al Padre, al Padre
coeterno e a lui naturalmente unito; reprimesti
così con la potenza dello Spirito la blasfema loquacità
di Ario; implora Cristo, o santo, di donare alla Chiesa
la concordia, la pace e la grande misericordia.
Padre santo, ammirabile Ambrogio, trovata, come
desiderava, pura la tua anima, la grazia dello
Spirito santissimo in te dimorò come luce senza
tramonto; per la sua energia scacci continuamente
gli spiriti dell’errore e curi le sofferenze e le malattie
di quanti a te si accostano con semplicità di cuore e
festeggiano la tua memoria luminosa; supplica Cristo,
implora Cristo, o santo, di donare alla Chiesa la
concordia, la pace e la grande misericordia.



Dai Vespri

lunedì 1 dicembre 2014

S.ABACUC
Vespro di Ieri

Alla Madre di Dio
Tu che hai accolto nel tuo grembo * il Dio che nulla può contenere, * divenuto uomo nel suo amore per gli uomini, * assumendo da te la nostra argilla * e realmente deificandola, * non trascurarmi, o tutta pura, * ora che sono tribolato, * ma affrettati ad usarmi compassione  * e liberami da ogni sorta * di ostilità e offesa del maligno

Festeggiando, Signore, * la memoria del tuo profeta Abacuc, * tramite lui ti imploriamo: * Salva le anime nostre

Mattutino di oggi

Hai visto i sacri discepoli * come cavalli che sconvolgono i mari dell’ignoranza˚ * e sommergono l’inganno con le dottrine della pietà, * o Abacuc, portavoce di Dio; * per questo ti celebriamo * come vero profeta, * chiedendoti di intercedere * perché ci sia fatta misericordia


lunedì 24 novembre 2014

Dal mattutino

L’agnella senza macchia, la sposa pura, Maria,
Madre di Dio, è prodigiosamente condotta con gioia
al tempio del Signore; gli angeli di Dio splendidamente
la scortano e i fedeli la dicono beata per sempre;
grati ad alta voce a lei senza sosta cantano: tu
sei la nostra gloria e salvezza, o purissima.
Ti sei unito al Creatore con le sofferenze del tuo
divino martirio, illustre Mercurio e da lui ricevesti
fulgida corona, quale invincibile lottatore.
Essendoti spogliato, o martire, della tunica di corruzione
e di morte, hai ora rivestito quella che ti fu
tessuta dalla grazia superna.
Illustre martire, avendo combattuto il peccato fino
a spargere il sangue, ti sei dimostrato vincitore e
degno della gloria di lassù.
Uccidi il mio vivissimo peccato, o
Vergine che partoristi la vita, che con la sua morte
sconfisse la morte. 
Fosti capace di spezzare con la croce la forza dei
tiranni e di respingere la vanità della sapienza di
quaggiù, illustre Caterina dai pensieri sublimi, fonte
zampillante di dottrina divinamente ispirata.
Colui la cui astuzia fece un giorno cacciare Adamo
dalle delizie del paradiso, tu l’hai gettato a terra
sopportando con pazienza le pene dei tormenti, illustre
martire e hai cinto la corona del regno dei cieli
da
 http://www.ortodossia.it/w/media/com_form2content/documents/c17/a1032/f255/25%20novembre.pdf

venerdì 21 novembre 2014

Mattutino di Oggi

Oggi è condotto al tempio del Signore * il tempio che accoglie Dio, * la Madre- di-Dio, * e Zaccaria la riceve. * Oggi il santo dei santi esulta, * e il coro degli angeli è misticamente in festa; * con loro anche noi oggi facciamo festa * e insieme a Gabriele acclamiamo: * Gioisci, piena di grazia, * il Signore è con te˚, * lui che possiede la grande misericordia˚. 

domenica 16 novembre 2014

Quaresima Di Natale

Anche quest'anno è cominciata la quaresima di Natale per i Cristiani Ortodossi che usano il nuovo calendario.
Essendo 14 novembre venerdi,quest'anno il digiuno natalizio è stato anticipato di un giorno.
Propongo delle letture prese dai Santi Padri che si trovano su questo sito cattolico e che possono aiutarci a prepararci al Natale.


http://www.aquilaepriscilla.it/tempodiavvento.html


Bisogna leggere e pregare in questo periodo in quanto digiunare dai cibi deve essere accompagnato da un maggiore apporto calorico di cose spirituali, per comprendere il vero digiuno.

Ricordo che il digiuno consiste nel togliere uova,latte,pesce,carne, ma il sabato e la domenica, e alcuni giorni di Festa è permesso il pesce.
 

sabato 15 novembre 2014

Mattutino di Domani, Festa di San Matteo Evangelista




Apolytìkion. Tono 3.

Santo apostolo ed evangelista Matteo, intercedi
presso il Dio misericordioso perché conceda alle 
anime nostre la remissione delle colpe.



venerdì 31 ottobre 2014

Chiesa

‘Chiesa significa il Cristo con i Suoi santi. In questo modo, prendiamo anche noi forza da questo incontro, da questa celebrazione, della Chiesa dei Primogeniti nei Cieli, quando combattiamo e portiamo avanti la nostra lotta umana. Qualsiasi ortodosso in qualsiasi posizione si trovi, ha con sé la nube dei Martiri, l’assemblea degli Apostoli e dei Profeti’.  



San Justin Popovic 

mercoledì 29 ottobre 2014

San GIOVANNI CLIMACO

Il serpente, per liberarsi dalla pelle vecchia, si sforza di infilarsi in una stretta fessura; noi non possiamo liberarci dal vecchio uomo se non percorriamo il difficile sentiero del digiuno e dell’umiliazione.

Gli uccelli grassi non riescono a volare, e chi ingozza avidamente il proprio corpo non può elevarsi spiritualmente.

 I ladri evitano la casa custodita da guardie armate, e i demoni – i ladri dello spirito – fuggono via dall’anima in preghiera.

 Una sola scintilla può bruciare un bosco intero; una sola buona azione copre molti peccati.

    Senza armi non si può uccidere una bestia feroce, e senza umiltà non si può vincere l’ira.

 Molto letame richiama molte mosche, e dal molto mangiare nascono molte cadute carnali, molti cattivi pensieri e molti sogni osceni.

    Nessuno può camminare con i piedi legati, e chi è incatenato nell’avarizia non può salire al cielo.

lunedì 13 ottobre 2014

Santa Parascheva di Iasi

Voglio condividere con voi questa biografia di Santa Parascheva di Iasi, che domani 14 ottobre viene ricordata in tutta la Romania



SANTA PARASCHEVA DI IASI
(XI secolo; Festa: 14 Ottobre)



(Il testo che segue è stato tradotto dalla versione inglese del Patericon Romeno, curato dall'Archimandrita Ioanichie Balan, e tradotto anche in greco e francese. Oltre alla vita di Santa Parascheva e ai dettagli della sua venerazione, il testo riporta anche numerosi resoconti di miracoli avvenuti durante la vita della santa, dopo la sua morte e attraverso le sue sante reliquie.)



La nostra santa Madre Parascheva di Iasi, la gloria di tutta l'Ortodossia (chiamata anche "la Luce della Moldavia"), nacque all'inizio dell'undicesimo secolo nel villaggio di Epivat nella Tracia dell'Est, non lontano da Costantinopoli. I suoi genitori erano molto pii e di buona famiglia.
Parascheva e suo fratelllo Eutimio furono cresciuti con un'eccellente istruzione religiosa in seno alla loro famiglia. Il fratello maggiore della Santa, Eutimio, entrò prima di lei nell'ascetismo monastico. Per la santità della sua vita, fu fatto vescovo di Matidia, dove servì la Chiesa di Cristo fino alla fine della propria vita. Amando Cristo al di sopra di ogni cosa, anche la beata Parascheva entrò in un monastero di vergini nella città di Eraclio, nel Ponto, all'età di quindici anni. Cinque anni dopo si recò in Terra santa per venerare il Sepolcro del Signore, e rimase per alcuni anni nell'ascesi in un piccolo monastero di monache del deserto nella valle del Giordano.
Quando ebbe venticinque anni, un angelo del Signore le comandò di fare ritorno alla propria terra, dove visse nell'ascesi per altri due anni accanto alla chiesa di Epivat, il suo villaggio nativo. All'età di ventisette anni, Santa Parascheva consegnò la propria anima nelle mani del Signore e fu sepolta vicino alla costa. A causa dei miracoli che accaddero presso la sua tomba, le sue reliquie furoino in seguito riesumate, e trovate incorrotte. Furono quindi poste nella chiesa dei Santi Apostoli a Epivat, dove furono onorate e venerate, e rimasero là per circa 175 anni.
Lo zar della Romano-Bulgaria, Giovanni Asan II (1218-1241), spostò le reliquie di Santa Parascheva a Trnovo, la capitale dellla Bulgaria, nel 1223, e le pose nella Cattedrale dedicata alla Dormizione della Madre di Dio. In seguito, il beato Patriarca Eutimio di Bulgaria scrisse la Vita di Santa Parascheva e fissò la sua commemorazione al 14 Ottobre nel Sinassario della Chiesa. Verso la prima metà del quattordicesimo secolo, la venerazione di Santa Parascheva si era diffusa a nord del Danubio, nelle tre terre romene.
Le reliquie di Santa Parascheva rimasero a Trnovo per 160 anni. Quando la Bulgaria cadde sotto l'occupazione turca nel 1393, le sue sante reliquie furono date per un breve tempo a Mircea il Vecchio, principe della terra romena. Tre anni dopo i turchi le diedero alla principessa Angelina di Serbia, che le spostò a Belgrado, dove rimasero per 125 anni.
Nel 1521, i turchi occuparono la Serbia, e di nuovo presero in ostaggio le reliquie di Santa Parascheva, portandole al palazzo del Sultano a Costantinopoli. Là le sue sante reliquie furono riscattate dai turchi per opera del Patriarcato Ecumenico per 12.000 ducati d'oro, e rimasero nella cattedrale patriarcale al Fanaro per 120 anni. Nel 1641, il Patriarca Partenio di Costantinopoli diede le reliquie di Santa Parascheva in segno di gratitudine a Vasile Lupu, il Principe della Moldavia, che pagava il grande tributo annuale imposto dai turchi sui patriarcati di Costantinopoli e Gerusalemme.
Il 13 Giugno 1641, le reliquie della nostra santa Madre, Santa Parascheva, arrivarono a Iasi e furono poste con grande onore nella bella chiesa del monastero dei Tre Santi Ierarchi, appena costruito. Esse rimasero là fino al 26 Dicembre 1888, quando scamparono miracolosamente a un incendio (la copertura d'argento del reliquiario si sciolse, ma il legno della cassa e le reliquie rimasero intatte). Quindi furono trasferite nella nuova cattedrale metropolitana, dove si trovano ancora oggi.
Santa Parascheva di Iasi gode di una venerazione particolare in Romania., più di tutti gli altri santi le cui reliquie riposano nel paese. Ogni giorno, alla cattedrale metropolitana di Iasi, arriva a pregare un piccolo ma costante fiume di pellegrini di ogni età e provenienza. Soprattutto nei giorni di festa, durante i digiuni, e ogni venerdì (che è considerato il "giorno di Santa Parascheva": in greco, il venerdì si dice paraskevi, ovvero il giorno di preparazione che precede il sabato), molti fedeli vengono con fede a venerare il reliquiario, portando in dono fiori e abiti, con i quali toccano il reliquiario della santa, per ottenere il suo aiuto, per la salute, e come benedizione.
Nel suo grande giorno di festa, il 14 Ottobre, ha luogo uno dei più grandi pellegrinaggi ortodossi della Romania. Giungono pellegrini da tutti i villaggi e le città della Romania. Questo pellegrinaggio dura tre giorni, ed è una delle più grandi feste nazionali e religiose. Il giorno precedente alla festa, le reliquie di Santa Parascheva sono portate all'aperto di fronte alla cattedrale, e per due giorni e due notti i pellegrini fanno la fila per venerarle.
Il giorno di festa della Santa si conclude alla sera del 14 Ottobre con una commovente processione attorno alla cattedrale, aperta dal Metropolita della Moldavia. Insieme al clero e ai fedeli, che portano in mano candele, egli porta il reliquiario della Santa, accompagnato dal suono delle campane e dal canto di inni.
Alla fine, le reliquie sono rimesse al loro posto nella chiesa, si canta la Paraclisi di Santa Parascheva, e tutti ritornano alle loro case con la gioia di questa grande festa nell'anima e la consolazione dello Spirito Santo nel proprio cuore.
Piissima Madre nostra Parascheva, intercedi presso Dio per noi!




http://spazioinwind.libero.it/sanmassimo_decaita/testi/santi/Santa%20Parascheva.html

mercoledì 27 agosto 2014

San Fanurio (27 agosto)


Il santo è raffigurato sulla icona come segue: E 'stato mostrato come un uomo giovane, vestito come un soldato, portando una croce nella mano destra, e nella parte superiore della croce c'era una candela accesa. 
Intorno al perimetro del icona erano raffigurate dodici scene di martirio del santo,egli infatti ha subito prima di morire 12 torture: 
che mostrano prima il santo in corso di interrogatorio davanti ad un magistrato, poi in mezzo ai soldati, che lo stavano battendo sulla bocca e sulla testa con delle pietre, poi disteso sulla terra, mentre i soldati lo frustano, poi, spogliato nudo mentre si appende la sua carne con ganci di ferro, poi rinchiuso in una prigione, e di nuovo in piedi davanti al tribunale del tiranno, poi viene bruciato in varie parti del corpo con delle torcie accese, poi legato a un palo, poi gettato in mezzo a delle belve feroci, poi schiacciato da un masso, poi in piedi davanti a idoli tenendo carboni ardenti in mano, mentre un demone vicino piangeva e si lamentava poiche’ lo tentava invano di desistere e rinunciare al suo credo,, e infine  è mostrato in piedi eretto nel bel mezzo di una fornace ardente, le sue mani, per così dire, alzate verso il Cielo oltre la MORTE.  (che torture!)


martedì 19 agosto 2014

Sant'Andrea lo Stratilate e compagni martiri († fine III sec.)

Questi santi martiri hanno sofferto per la fede sotto l'imperatore Massimiano verso la fine del III secolo. Sant'Andrea combatteva sulle frontiere orientali agli ordini di Antioco, il generale della legione. Da lui fu messo a capo di un esercito per ricacciare indietro i Persiani che erano penetrati oltre le frontiere, in territorio romano. Sant'Andrea sul campo di battaglia invocò il nome di Cristo e convinse i suoi compagni a fare altrettanto, mettendo in fuga gli eserciti nemici. A seguito di questa vittoria inaspettata si convertì insieme ai suoi soldati alla fede di Cristo, ma presto venne accusato di essere un cristiano: sant'Andrea, così come i suoi compagni, furono costretti a comparire davanti ad Antioco che, dopo molte torture, li fece perire di spada.

sentire la potenza di Dio

Cine nu se bizuieşte pe puterile lui, acela mai mult simte ajutorul lui Dumnezeu şi puterea Lui.


(Avva Isaia)

Chi non confida sulle proprie forze  sente di  più l'aiuto e la potenza di Dio. 
 
 
(Abba Isaia)