venerdì 29 marzo 2013

Perché digiuniamo in quaresima

 23 Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». 24 Gesù rispose: «Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. 25 Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: "dal Cielo", ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?"; 26 se diciamo "dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». 27 Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
MATTEO 21



Alla domanda "perchè digiuniamo" dobbiamo rispondere come risponde nostro Signore.Egli ci ha comandato di digiunare.Poi sappiamo dalle stesse parole del Salvatore che solo col digiuno e la preghiera vanno via i demoni.

Nel digiuno ritroviamo le energie spirituali di cui abbiamo bisogno per lottare contro i  fallimenti e i peccati di questa vita.

Il cristiano riceve questo in dono da Cristo Signore.Per ricevere questo dono però dobbiamo esserne degni.

I fatti buoni che compiamo ci portano ad una crescita spirituale,ad una manna dal cielo.
I regali dal cielo li riceviamo se partecipiamo alla Divina Liturgia, se aumentiamo la preghiera, se ci confessiamo e se facciamo la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo.

Siamo nel periodo della grande Quaresima, in cui abbiamo bisogno di più di silenzio e purificazione.
Possiamo innalzarci con le opere buone oppure rimanere bloccati.

l digiuno è il dono che Cristo ha lasciato a chi cerca la salvezza dell'anima.



Per noi ortodossi il digiuno consiste nel astenersi da latte e suoi derivati,uova,carne pesce. Si possono mangiare i frutti di mare e tutto il resto.
Però non ci si può limitare a questo sennò la quaresima diventa solo una dieta.












giovedì 28 marzo 2013

Il digiuno


Benedetto è il Re che ha adornato ìa santa Chiesa con il digiuno, la preghiera e la veglia!

Ecco il digiuno del Primogenito, inizio della sua impresa.
Rallegriamoci della sua venuta!
È con il digiuno che ha vinto;
Lui che avrebbe potuto vincere con qualunque mezzo.
Ci ha mostrato la potenza nascosta
nel digiuno vincitore di tutto.
In quanto uomo, ha vinto per suo tramite
colui che con un frutto aveva vinto Adamo
e l'aveva voracemente inghiottito!
Benedetto sia il Primogenito che ha circondato la nostra debolezza
con la fortezza inespugnabile del suo digiuno!
Ecco il digiuno esaltante che il Primogenito ha fatto rifulgere
per esaltare gli umili. Per il saggio,
il digiuno racchiude un motivo di esultanza:
egli vede quanto questo lo esalti.
Il digiuno purifica l'anima nel segreto,
perché essa contempli Dio
e questa visione la elevi,
perché la pesantezza della terra [che essa porta]
l'inclina verso la terra.
Benedetto sia Colui che ci ha dato i digiuni,
queste ali pure che ci permettono di volare fino a Lui!

Efrem il Siro

mercoledì 27 marzo 2013

La Domenica Bizantina: Seconda domenica dei digiuni (di san Gregorio Pala...

La Domenica Bizantina: Seconda domenica dei digiuni (di san Gregorio Pala...
Molto interessante questo blog,in cui si possono trovare i testi della liturgia domenicale in italiano-greco.
Molto bello,dovevo condividerlo.

Domenica di san Gregorio Palamàs

Tra pochi giorni sarà per noi ortodossi la seconda  domenica di quaresima.
Volevo riportare delle parole molto belle e interessanti del presbitero Schmemann preso dal sito Tradizione Cristiana:

Domenica di san Gregorio Palamàs

         La seconda domenica di Quaresima si fa memoria di san Gregorio Palamàs. La condanna dei nemici del santo e la difesa dei suoi insegnamenti da parte della Chiesa, nel XVI secolo, furono acclamate come un secondo trionfo dell’Ortodossia e per questo motivo la sua celebrazione annuale fu prescritta per la seconda domenica di Quaresima.
         Il tema scritturistico è lo sforzo del fedele che va verso il Regno. Ci viene ricordato nella epistola (Ebrei 1, 10 - 2, 3): “...per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno alle cose udite, per non essere sospinti fuori rotta... come potremo noi sottrarci al castigo se trascuriamo una salvezza così grande?”. Nella lettura dell’Evangelo (Marco 1, 1-12), l’immagine di questo sforzo e di questo desiderio ci è data dal paralitico, portato a Cristo attraverso il tetto: “Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati”.
 
 da A. Schmemann, Great Lent, St. Vladimir’s Seminary Press 1974




ALLA LITURGIA
Tropario

Astro dell’Ortodossia, sostegno e maestro della Chiesa, bellezza dei monaci, imbattibile difensore dei teologi, o Gregorio taumaturgo, vanto di Tessalonica, araldo della Grazia, prega sempre per la salvezza delle anime nostre.